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  • Autore: LOLITA
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PORNOSTAR FAI DA TE - fine

TITOLO: pornostar FAI DA TE (fine) Mi è venuto a prendere con una Jaguar nera nuova di palla e mi ha portato al ristorante a Foggia. Non c'era nessuno, lo aveva noleggiato tutto per noi due! Inutile dire che la cena era squisita e che lui era un uomo ma aveva 25 anni più di me Pur non essendo brutto e ben conservato, avrebbe potuto essere mio padre! Mi sentivo imbarazzata e confusa.. Ha detto che non aveva voglia di guidare e mi ha consegnato le chiavi della Jaguar dicendo:" Da adesso in poi, questa è tua."! E' stata come una magia. In un attimo, l'imbarazzo ed i dubbi sono diventati certezze. Arrivati nella sua villa di Vieste, mi ha mostrato la piscina e le stanze a piano terra, poi quelle al primo piano: 1 camera da letto per lui e 2 per gli eventuali ospiti. Cortese e riservato com'era, non avrebbe mai fatto il primo passo. Gli ho preso la mano e sono andata in camera sua, gli ho ficcato la lingua in bocca mentre gli accarezzavo la patta dei calzoni. Ho sbottonato la sua camicia e la mia, leccandogli il petto sorprendentemente privo di peli. A questo punto si è lasciato andare. Mi ha sradicato reggiseno, scarpe, jeans e mutandine, si è tolto scarpe, calzoni e boxer e mi ha massaggiato le zizze e strofinato la minchia semidura sul culo. Il suo cazzo era normale, direi profumato, ma faticava a raggiungere l'erezione completa. Allora mi sono seduta sulla sponda del letto, mi sono sditalinatà un po' e gliel'ho preso in bocca cercando di fare del mio meglio. Tra succhiate di minchia e leccate di coglioni, è diventato bello duro, lui si è seduto ed io ho guidato la minchia dentro la mia figa umida. Nonostante la differenza di età, ero abbastanza eccitata. Non era brutto, era gentile e, soprattutto... era ricco! Abbiamo fatto su e giù per un sacco di tempo, mi succhiava le tette e mi metteva un dito nel culo. Era bravo, esperto e molto resistente, decisamente diverso dai ragazzi che mi avevano scopato fino ad allora. Esagerando un po' i gemiti per farlo sentire "macho", sono realmente venuta una, due volte, ma lui continuava a pomparmi senza sosta. Così l'ho baciato in bocca e gli ho sussurrato: "Sono stanca Enrico, nessuno mi ha mai scopato così, sborrami dentro, voglio sentire la tua sborra dentro di me. Detto fatto, mi ha verniciato la figa con un barattolino di sperma bianco-trasparente che, una volta sfilata la minchia, è colato in buona parte su di lui. E' corso nel bagno privato (ogni camera da letto ne aveva uno) ed ha preso due salviette di cotone profumate alla lavanda per pulirci. Ha aperto il frigo-bar sotto il televisore, ha preparato due bicchieri di Martini Rosso e mi ha offerto un cofanetto con tre tipi di sigarette: Marlboro, Camel Silver e Philip Morris Super Light, un accendino d'argento e una scatola di fiammiferi svedesi. Si è steso vicino a me ed è rimasto in silenzio guardandomi. - Enrico, ma cosa fai? Non bevi, non fumi? - Non so ancora se il fumo ti dà fastidio e poi... - E poi? - E poi sei bellissima e troppo giovane, non so se... Potevo farmi scappare un'occasione del genere? Ci siamo sposati dopo due mesi ed oggi abbiamo uno splendido bambino che sta cominciando a gattonare. Abbiamo anche una tata che accudisce il bimbo, fa da mangiare, lava e stira. Io gestico la tabaccheria-edicola che mi ha regalato e, quando lui è al nord per lavoro, mi concedo qualche scappatella con ragazzi più giovanii e carini. Però sto attenta e non rischio nulla. Anche la mia amica si è sistemata, ma ci manca tanto il gioco della webcam FINE

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