• Pubblicata il:
  • Autore: SHE MALE
  • Categoria: Racconti gay
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COMMEDIA DI UN BISEX RIDICOLO – parte prima – CREMA (CR)

Da qualche mese ho capito di essere gay, ma un tempo pensavo di essere bisex. Ho sempre adorato travestirmi da ragazza perchè mi stimola eroticamente. Spesso sogno di succhiare dei cazzi ed a volte ci riesco pure. Conoscevo qualche ragazzo gay, ma non avevo mai provato ad avvicinarlo. Credevo che un omosessuale non avrebbe gradito un uomo vestito da donna perchè pensavo attratti solo dagli "uomini".
Durante i miei anni di falsa bisessualità, ci ho riflettuto a lungo, ma poi mi sono deciso a fare outing con un ragazzo che conosco, molto carino, magro, non tanto alto, un po' effeminato. In una precedente occasione mi aveva detto di essere gay ed ho apprezzato molto la sua apertura mentale ed il coraggio di uscire dall'ipocrisia in cui io sono ancora imprigionato.
L'ho invitato a casa mia con la scusa di fare una schitarrata (anche lui suona la chitarra)e gli ho detto che avevo qualcosa di personale e confidenziale che volevo raccontargli. Lui ha sorriso ed ha subito indovinato.
- Quindi anche tu sei omosessuale? Quando gli altri ragazzi mi dicono che vogliono rivelarmi un segreto, di solito è per confessarmi che sono gay...
Ho annuito. Sono più grande di lui e non mi aspettavo di fare sesso con lui, volevo solamente sentirmi più a mio agio con me stesso parlando con un gay dichiarato e navigato.
Mi ha raccontato un po' della sua storia, non sempre soddisfacente. Poi abbiamo suonato e cantato a squarciagola un sacco di canzoni di Renato Zero e, mentre camminavamo verso la sua auto per salutarci, gli ho chiesto se gli andava di stare insieme qualche volta anche in “quel senso”. Non ha risposto direttamente, ha solo risposto: "Mai dire mai...”. Del resto, vista la mia età e la sua, non potevo biasimarlo, anche perchè non assomiglio certo a Tiziano Ferro.
E' passato più di un mese quando ho ricevuto una telefonata da lui, che mi invitava a cena a casa sua, munito di chitarra. 
Oltre allo strumento, ho portato con me una piccola borsa. Abbiamo cenato da schifo e si è rivelato un pessimo cuoco, ma chi se ne fregava? Sono state due ore di chiacchiere sulla sua e sulla mia omosessualità, fino a quando mi ha chiesto da che tipo di ragazzo ero attratto. Ho detto: "Uno come te...” ed ancora una volta ho ricevuto il suo dolce sorriso.

CONTINUA

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